Nel cuore della notte
alla luce fioca di qualche lampione
tra l'università Pontificia
e la Casa de las Conchas
affrettai il mio passo
perché le pareti dei ricordi
non mi schiacciassero,
perché la vita agisse fuori
dalla malinconia
di quel pensiero altrove.
Non oso desiderare
di rincontrare i pavidi occhi
di chi ha smarrito l'amore
sulla Rua o fra le vetrine di Calle Toro.
Non oso cercare ora quella risposta
che distingue un uomo
da un languore perverso.
Sarà forse il destino a ricondurmi
al tavolino di quel Caffè
affacciato sulla Plaza Mayor
all'ora del tramonto
quando attorno tutto si colora di rosa.
Allora rileggerò Cervantes,
che tanto ha amato questi luoghi,
e ripenserò alle mie fatiche da Quijote
fra i banchi di scuola.
Nessun commento:
Posta un commento